Agevolazioni fiscali per chi investe in StartUp

Pubblicato il da Redazione

Vista la particolare congiuntura economica che sta attraversando il nostro paese diventa sempre più difficile fare impresa in Italia.

Negli ultimi due anni però il legislatore qualche provvedimento per cambiare marcia l’ha adottato e pertanto cercheremo in questo articolo di capire quali misure sono state adottate e come sfruttarle.

A partire dal 10 marzo scorso sono entrate nel pieno dell’operatività, le nuove disposizioni del Fondo di garanzia per le Pmi (ex art. 2, comma 100, lett. a, Legge n. 662/1996). Esso rappresenta lo strumento di garanzia pubblica per eccellenza a sostegno dell’accesso al credito da parte del Pmi, al quale hanno fatto ricorso un numero sempre crescente di imprese negli ultimi anni, a fronte della perdurante situazione di credit crunch che continua a caratterizzare il settore bancario.

Questo strumento ricordo era già stato oggetto di modifiche lo scorso anno (D.L. n. 69/2013, convertito dalla Legge n. 98/2013) con l' introduzione di una serie di modifiche per adattarlo sempre meglio alle nuove esigenze dei mutati scenari di mercato.

Tali novita` , divenute operative con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, lo scorso mese di marzo, del Decreto Mise 27 dicembre 2013, amplificano ulteriormente il successo dello strumento e l’effetto leva sul sistema produttivo.

Di tale agevolazione possono beneficiarne anche le . Per chi non conoscesse il significato ricordo che sono piccole società di capitali (spa, srl o cooperative) italiane, da poco operative, impegnate in settori innovativi e tecnologici o a vocazione sociale.

Il “Decreto crescita bis” ha stabilito i requisiti che tali società devono possedere e disposto diverse semplificazioni normative per favorirne la diffusione e lo sviluppo.

Caratteristica peculiare delle "Start up Innovative" è la possibilità di offrire i propri strumenti finanziari (anche) attraverso portali on-line se sono iscritte in unasezione speciale del registro imprese delle Camere di commercio.

Lo stesso provvedimento all’articolo 29 (sezione IX, decreto legge 179/2012), ha introdotto due forme di agevolazioni fiscali in favore dei soggetti sia IRPEF (persone fisiche, società di persone) che IRES (società di capitali) che investono nel capitale sociale delle start-up innovative e la circolare 16/E dell’ 11/06/2014 emanata dall' A.D.E. ha dettato le regole operative per poterne fruire.

La detrazione per i contribuenti IRPEF.

Ai soggetti Irpef che investono nel capitale sociale sociale di imprese “start-up innovative” è riconosciuta una detrazione dall’ imposta lorda pari al 19% dei conferimenti effettuati nel capitale sociale di una o più start up innovative, direttamente o anche per il tramite di Oicr o altre società di capitali, che investono prevalentemente in start up innovative. La detrazione è elevata al 25% nel caso in cui l’investimento venga effettuato in start up innovative “a vocazione sociale” o “che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto contenuto tecnologico in ambito energetico”, secondo i codici Ateco 2007 indicati nella tabella allegata al decreto attuativo. L’investimento massimo su sui calcolare la detrazione d’imposta deve essere mantenuto per almeno due anni e non può eccedere l’importo di 500 mila euro per ciascun periodo d’imposta agevolato. Conseguentemente, a fronte di un investimento di importo pari a 500 mila euro per ciascun periodo agevolabile, l’investitore può godere di una detrazione d’imposta pari a 95mila euro (corrispondente al 19% dell’investimento) ovvero a 125 mila euro (corrispondente al 25% dell’investimento) nel caso di start up innovative a “vocazione sociale” e del settore energetico. Il limite di 500 mila euro deve essere rispettato anche nel caso in cui il beneficiario investa in più start upinnovative. Ne consegue che il soggetto Irpef che effettua, nello stesso periodo d’imposta, investimenti agevolabili in più start up, per un importo complessivo superiore a 500 mila euro, potrà calcolare la detrazione solo su 500 mila. Se poi l’investimento è effettuato da società di persone, il limite va calcolato in riferimento agli investimenti compiuti dalla società e non dai singoli soci che usufruiscono dell’effettivo beneficio. Pertanto, la detrazione per il singolo socio deve essere calcolata tenendo conto sia del “principio di trasparenza” (articolo 5 del Tuir), in proporzione alle rispettive quote di partecipazione agli utili, sia del limite di 500 mila euro, riferito agli investimenti complessivamente agevolabili effettuati dalla società di persone. Quindi, due soci che possiedono il 50% delle quote di una società di persone, che effettua un conferimento instart up innovative di 750 mila euro, beneficiano ognuno della detrazione del 19% calcolata su un importo massimo di 250 mila euro (cioè il 50% di 500 mila). Se, invece, l’investimento viene effettuato da un’impresa familiare, l’imprenditore e i collaboratori hanno diritto alla detrazione d’imposta nella stessa misura in cui partecipano al reddito prodotto dall’ impresa familiare, ai sensi dell’articolo 5, comma 4 del Tuir. Inoltre, il documento di prassi precisa che, per fruire della detrazione, ciascun partecipante all’ impresa familiare deve assolvere a specifici obblighi dichiarativi. Ognuno, infatti, deve compilare, nel quadro RP del modello Unico, il rigo relativo alle detrazioni per investimenti in start-up innovative, indicando il codice fiscale della start up, l’importo dell’investimento, rapportato alla propria quota di partecipazione nell’ impresa familiare, riportando il codice “1” nella colonna 2, relativo all’ investimento diretto. Infine, se la detrazione maturata non trova capienza nell’ imposta lorda – anche per l’eventuale presenza di altre detrazioni – il contribuente può “riportare in avanti” la detrazione non utilizzata, nei periodi di imposta successivi, ma solo fino al terzo, quindi fino a un massimo di quattro periodi d’imposta, a partire da quello di maturazione.

La deduzione per i contribuenti IRES.

Agli investitori Ires è riconosciuta una deduzione dal reddito complessivo per un importo pari al 20% dei conferimenti rilevanti, effettuati direttamente o anche attraverso organismi di investimento collettivo del risparmio o altre società di capitali, che investono prevalentemente in start up innovative. La deduzione è elevata al 27% nel caso in cui l’investimento venga effettuato in imprese innovative “a vocazione sociale” o “che sviluppano e commercializzano esclusivamente prodotti o servizi innovativi ad alto contenuto tecnologico in ambito energetico”, secondo i codici Ateco 2007 indicati nella tabella allegata al decreto attuativo. L’investimento massimo agevolabile non può eccedere, in ciascun periodo d’imposta l’importo di 1,8 milioni di euro e deve essere mantenuto per almeno due anni. Conseguentemente, per ciascun periodo d’imposta agevolabile, il soggetto Ires può fruire, a fronte di un investimento di 1,8 milioni, di una deduzione dal proprio reddito imponibile di importo pari a 360 mila euro, corrispondente al 20% dell’investimento agevolabile. Quindi, fruirà di un risparmio di imposta pari a 99 mila euro, derivante dall’applicazione dell’aliquota Ires del 27,5 per cento. Infine, qualora il reddito complessivo dichiarato sia inferiore alla deduzione spettante, la differenza potrà essere sommata all’importo deducibile dal reddito complessivo dei periodi di imposta successivi, ma non oltre il terzo, fino a concorrenza del suo ammontare. Tale meccanismo, spiega la relazione di accompagnamento al decreto, si giustifica in quanto il beneficio “non può generare o incrementare una perdita fiscale riportabile negli esercizi successivi a quello di rilevazione”.