Spese di rappresentanza e reddito d'impresa: nuove percentuali di deducibilità

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L’art. 9 del D.Lgs. 14 settembre 2015, n. 147 recante le disposizioni recanti misure per la crescita e l'internazionalizzazione delle imprese, ha modificato la deducibilità dal reddito d’impresa delle spese di rappresentanza, mantenendo, però, invariati i principi e i concetti di fondo.

Le novità, che si sostanziano

· in un aumento dei limiti di deducibilità stabiliti direttamente nel dettato normativo di riferimento, ancora commisurati all’ammontare dei ricavi d’esercizio;

· l’introduzione della possibilità, a regime, di modificare i predetti limiti, mediante un decreto del Ministro dell’economia e delle finanze;

esplicano effetto a decorrere dal periodo d’imposta successivo a quello in corso al 7 ottobre 2015 e, quindi, per le imprese con periodo d’imposta coincidente con l’anno solare, dal 2016.

Le percentuali di deducibilità operative sono così schematizzabili:

Limiti di deducibilità applicabili fino al 2015

Scagioni dei ricavi e proventi della gestione caratteristica

Importo % sui ricavi

Fino a 10 milioni di euro

1,30%

Oltre i 10 milioni e fino a 50 milioni di euro

0,50%

Oltre 50 milioni di euro

0,10%

 

Limiti di deducibilità applicabili dal 2016

Importo dei ricavi e proventi della gestione caratteristica

Importo % sui ricavi

Fino a 10 milioni di euro

1,50%

Oltre i 10 milioni e fino a 50 milioni di euro

0,60%

Oltre 50 milioni di euro

0,40%

 

Per quanto attiene alle prestazioni alberghiere e alle somministrazioni di alimenti e bevande, si pone in rilievo che l’art. 83, comma 28-quater, lettera a) del D.L. 25 giugno 2008 n. 112, convertito con modificazioni dalla L. 6 agosto 2008 n. 133, ha aggiunto al comma 5 dell’art. 109 del Tuir il seguente periodo: “Fermo restando quanto previsto dai periodi precedenti, le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande, diverse da quelle di cui al comma 3 dell’art. 95, sono deducibili nella misura del 75%”.

 

Per quanto concerne il trattamento ai fini Iva e delle imposte sul reddito delle prestazioni alberghiere e di somministrazione di alimenti e bevande, si ritiene opportuno porre in rilievo che il limite di deducibilità del 75% non deroga agli ordinari criteri di inerenza che presiedono alla determinazione del reddito d’impresa, ma rappresenta il limite massimo di deducibilità delle spese in argomento.

In tema di reddito d’impresa, il predetto limite di deducibilità opera anche in relazione alle spese che si configurano quali spese di rappresentanza, sempre che le stesse possano essere, comunque, ammesse in deduzione.

Pertanto, le spese per vitto e alloggio qualificabili come “spese di rappresentanza” devono risultare assoggettate:

1) in via preliminare, alla specifica disciplina prevista dall’art. 109, comma 5, del Tuir per le spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande (deducibilità nei limiti del 75%);

2) successivamente a quella dell’art. 108, comma 2, del Tuir, ai sensi del quale l’importo delle predette spese, ridotto al 75%, deve necessariamente essere sommato all’importo delle “altre” spese di rappresentanza. L’ammontare così ottenuto sarà deducibile entro il cosiddetto limite di congruità, disciplinato dall’art. 1, comma 2, del decreto 19 novembre 2008, che, in pratica, prevede che le spese di rappresentanza, “deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento, sono commisurate all’ammontare dei ricavi e proventi della gestione caratteristica dell’impresa risultanti dalla dichiarazione dei redditi relativa allo stesso periodo in misura pari:

a) all’1,3 per cento dei ricavi e altri proventi fino a euro 10 milioni;

b) allo 0,5 per cento dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 10 milioni e fino a 50 milioni;

c) allo 0,1 per cento dei ricavi e altri proventi per la parte eccedente euro 50 milioni”.

Per i lavoratori autonomi, in particolare, il costo sostenuto per prestazioni alberghiere e somministrazione di alimenti e bevande, deducibile entro il limite teorico del 75%, qualora si configuri anche come spesa di rappresentanza, deve rispettare anche l’ulteriore parametro segnato dall’1% dei compensi ritratti nel periodo d’imposta.

Diverso, invece, è il trattamento tributario delle spese relative a prestazioni alberghiere e a somministrazioni di alimenti e bevande che rientrano nell’ambito delle spese per “ospitalità clienti”, le quali “non costituiscono spese di rappresentanza” (e non sono, conseguentemente, soggette al predetto limite di congruità), sono deducibili nel limite del 75% del loro ammontare, senza ulteriori limiti.

Per approfondire: Dal bilancio d'esercizio al reddito d'impresa

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