Spesometro 2016: casi di esonero e regime sanzionatorio in caso di ritardo o errore.

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Con il provvedimento 6 aprile 2016, l'Agenzia delle entrate nell’apportare variazioni ai precedenti provvedimenti 2 agosto 2013 e 31 marzo 2015, riguardanti sia la definizione delle modalità tecniche, sia dei termini inerenti allo spesometro o, meglio, alla comunicazione all'Anagrafe tributaria delle operazioni rilevanti ai fini dell'Iva, ha stabilito, per l'anno 2015, i seguenticasi di esonero dall'adempimento:

· gli enti pubblici, di cui all'art. 1, comma 2, L. n. 196/2009;

· le agenzie di viaggio e turismo, di cui all'art. 74-ter del decreto Iva, per le operazioni attive di entità superiore ad € 3.600,00 al lordo dell’Iva;

· i commercianti al dettaglio, di cui all'art. 22 del decreto Iva, per operazioni attive di importo unitario inferiore a € 3.000,00, al netto dell'Iva.

Ai fini procedurali, infatti, è stato deciso dall’Amministrazione finanziaria, a seguito di specifiche richieste formulate dai commercianti al dettaglio e dalle pubbliche amministrazioni, di limitare anche per l’anno di adempimento “2015” l’obbligo di comunicazione delle operazioni Iva.

In particolare, dopo l’entrata a regime della fattura elettronica Pa e l’introduzione dello split payment (operata dalla legge di Stabilità 2015), è stato opportuno escludere, anche per il 2015, la pubblica amministrazione dall’invio dello spesometro.

Inoltre, si rammenta che, in relazione a un’altra semplificazione prevista in via sperimentale per l’anno 2016 dalla legge di Stabilità, si devono ritenereesclusi dallo spesometro anche i soggetti tenuti a trasmettere i dati e le informazioni relativi alle spese sanitarie al sistema Tessera sanitaria.

In concreto, l’esclusione dagli obblighi della comunicazione all’Anagrafe tributaria delle operazioni rilevanti ai fini dell’Iva-imposta sul valore aggiunto, si rende operativa sia per le amministrazioni pubbliche sia per quelle autonome, considerando collocata tale previsione in un’ottica di progressiva semplificazione degli adempimenti di natura tributaria.

In particolare, l’obiettivo esplicito è di proseguire sulla strada aperta con l’adozione della fatturazione elettronica prima e con l’introduzione successiva dello split payment, in modo da continuare nello sfoltimento e nella riduzione delle incombenze che gravano sugli enti pubblici.

Per i soggetti che operano al dettaglio e per gli operatori turistici (di cui agli artt. 22 e 74-ter del decreto Iva) viene confermato che non devono comunicare le operazioni attive di importo unitario inferiore a € 3.000,00, al netto dell’Iva, effettuate nel 2015. In pratica, viene rinnovato l’esonero anche per il 2015 limitatamente alle operazioni attive (fatture) di importo unitario inferiore a € 3.000,00, al netto dell’Iva, al fine di andare “incontro alle esigenze e alle difficoltà segnalate dagli operatori del settore”.

In questa sede si ritiene opportuno rammentare che i soggetti passivi Iva:

· entro il giorno 11 aprile 2016 (contribuenti con liquidazione Iva mensile);

n.b. Per andare incontro alle difficoltà tecniche di aggiornamento e adeguamento dei processi operativi manifestate dagli interessati alla scadenza attraverso le associazioni di categoria e gli ordini professionali, l’Agenzia delle Entrate, con il provvedimento 11 aprile 2016, differisce al prossimo 20 aprile il termine di invio della comunicazione telematica dei dati rilevanti ai fini Iva, riguardanti l’anno 2015.

· entro il 20 aprile 2016 (altre tipologie di contribuenti);

devono trasmettere in via telematica le operazioni rilevanti ai fini Iva (spesometro) utilizzando il modello polivalente approvato con Provv. 2 agosto 2013, n. 94908/2013 e successivamente modificato in data 10 ottobre 2013.

Principali tipologie di operazioni

(senza pretesa di completezza)

Inserimento nello spesometro 2016 per l’anno 2015

Acquisti di carburante esclusivamente mediante carte di credito, carte di debito o prepagate

No

Cessioni all’esportazione di cui all’art. 8, primo comma, lett. a) e b), del decreto Iva (esportazioni dirette, triangolari o poste in essere a cura del cessionario non residente)

No

Cessioni effettuate all’esportatore abituale (art. 8, primo comma, lett. c), del decreto Iva)

Si

Cessioni gratuite di beni che formano oggetto dell’attività d’impresa (se oggetto di autofatturazione devono essere comunicate con Partita Iva del soggetto cedente)

Si

Cessioni interne dei beni nell’ambito delle triangolazioni comunitarie nazionali (art. 58 del D.L. 331/1993)

Si

Corrispettivi scaturenti dagli estratti conto quindicinali Snai al gestore degli apparecchi da intrattenimento ex art. 110, comma 7, del Tulps

Si

Destinazione di beni a finalità estranee all’impresa (cosiddetto “autoconsumo esterno”)

Si

Distinte riepilogative Asl

Si

Fatture emesse dal pubblico esercizio dove sono collocati gli apparecchi da intrattenimento nei confronti del gestore degli stessi

Si

Fatture ricevute da soggetti che rientrano nel regime dei minimi

Si

Importazioni

No

Oneri e spese anticipate in nome e per conto del cliente (art. 15 del decreto Iva)

No

Operazioni effettuate nei confronti di contribuenti non soggetti passivi Iva e pagate dagli stessi con carte di credito, di debito o prepagate emesse da operatori finanziari soggetti agli obblighi (art. 7 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 605)

No

Operazioni esenti da Iva (di cui all’art. 10 del decreto Iva)

Si

Operazioni fuori campo Iva (per mancanza del presupposto territoriale) ai sensi degli artt. da 7 a 7-septies del decreto Iva per le quali:

-       non vi è l’obbligo di presentazione degli elenchi Intrastat;

-       dal 1° gennaio 2013 sussiste l’obbligo di emissione della fattura nel caso in cui siano poste in essere nei riguardi di soggetti passivi d’imposta (UE ovvero extra-UE)

Si

Operazioni fuori campo Iva per mancanza del presupposto oggettivo (artt. 2 e 3 del decreto Iva)

No

Operazioni fuori campo Iva per mancanza del presupposto soggettivo (artt. 4 e 5 del decreto Iva)

No

Operazioni già comunicate all’Anagrafe tributaria di cui all’art. 7 del DPR n. 605/1973 (ad es.: contratti di assicurazioni, compravendite immobiliari, ecc.)

No

Operazioni imponibili ai fini Iva

Si

Operazioni intracomunitarie per le quali vi è l’obbligo di presentazione degli elenchi Intrastat (prestazioni di servizi di cui all’art. 7-ter del decreto Iva rese in ambito comunitario oppure acquisto/cessione intracomunitaria di beni di cui agli artt. 38 e 41 del D.L. 331/1993)

No

Operazioni nel regime Iva dei beni usati non documentate da fattura (D.L. 41/1995)

Si, se il totale documento risulta di entità superiore a € 3.600,00

Operazioni non imponibili (ex artt. 8-bis, 8-quater, 71 e 72 del decreto Iva)

Si

Operazioni soggette ad inversione contabile (reverse charge o autofattura) se le medesime non sono inerenti ad operazioni intracomunitarie per le quali sussiste l’obbligo di presentazione degli elenchi Intrastat

Si

Passaggi interni di beni tra attività separate (art. 36 del decreto Iva)

No

Scheda carburante (possibilità di utilizzo delle modalità previste per il documento riepilogativo)

Si

Servizi internazionali (art. 9 del decreto Iva)

Si

Utilizzatori dei beni in leasing/noleggio

Si

Vendite per corrispondenza con emissione fattura

Si

per approfondire: Spesometro 2016: Presentazione, adempimenti e scadenze

 

REGIME SANZIONATORIO

L’art. 21, comma 1, del D.L. n. 78/2010 stabilisce il regime sanzionatorioapplicabile nelle ipotesi di omissione delle comunicazioni telematiche e/o della loro effettuazione con dati incompleti o non veritieri.

Infatti, al riguardo, si puntualizza che in tali situazioni si rende operativa la sanzione amministrativa nella misura da € 250,00 a € 2.000,00, tenendo in considerazione che, ai sensi dell’art. 16, comma 3, del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472, è consentita la definizione agevolata, con riduzione della sanzione.

Ai fini procedurali, si ritiene opportuno puntualizzare che:

  • la rettifica o l’integrazione successiva al termine ordinario di presentazione del modello presuppone, oltre all’invio della comunicazione sostitutiva, il versamento della sanzione prevista in misura ridotta;
  • la correzione e/o l’integrazione del modello, dopo l’anno, dovrebbe essere consentita in applicazione delle modificate e vigenti forme di ravvedimento operoso previste dal 2015, nel qual caso non deve essere seguita la procedura ordinaria che prevede:

1) l’annullamento del precedente invio;

2) la trasmissione del modello sostitutivo;

in quanto la medesima si deve considerare riservata alla situazione di correzione e integrazione entro l’anno successivo al previsto termine di presentazione e, quindi, se confermato dall’Agenzia delle entrate, il soggetto interessato deve procedere all’invio di una "nuova" comunicazione senza barrare alcuna casella nel frontespizio.

Si ritiene, invece, che la rettifica o l’integrazione entro i 30 giorni successivi al termine ordinario
espressamente disciplinata dal Provv. del Direttore dell’Agenzia delle entrate del 22 dicembre 2010, anche se non risulta riproposta nel successivo Provv. del 2 agosto 2013, si possa considerare ancora operativa.

Ne deriva, che: entro i 30 giorni successivi al termine ordinario, il soggetto interessato ha la possibilità di procedere ad integrare e/o a rettificare l’adempimento originario:

a) trasmettendo una comunicazione sostitutiva, previo annullamento della precedente senza dover corrispondere sanzioni amministrative;

Dopo i 30 giorni successivi al termine ordinario, il soggetto interessato può sanare l’adempimento:

a) avvalendosi del ravvedimento operoso di cui all’art. 13 del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 472,
mediante invio, per la prima volta, della comunicazione oppure rettificare l’invio precedente con
dati incompleti o inesatti con una nuova corretta;

b)corrispondendo la prevista sanzione amministrativa in misura ridotta in relazione all’art. 11,
comma 1, lett. a), del D.Lgs. 18 dicembre 1997, n. 471, come da seguente prospetto:

entro novanta giorni dall’omissione/errore riduzione ad un nono € 27,78 (1/9 di € 250,00)

entro un anno dall’omissione/errore ad un ottavo € 31,25 (1/8 di € 250,00)

entro due anni dall’omissione/errore ad un settimo € 35,71 (1/7 di € 250,00)

oltre due anni dall’omissione/errore ad un sesto € 41,67 (1/6 di € 250,00)

dopo la notifica del processo verbale di constatazione ad un quinto € 50,00 (1/5 di € 250,00)