Il nuovo criterio di cassa per le imprese minori in contabilità semplificata.

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Con i commi 17-23 dell’art. 1 della legge di bilancio 2017, viene modificato l'art. 66 del Tuir riguardante le imprese minori, introducendo l'obbligo per le imprese individuali e le società di persone in contabilità semplificata l’obbligo della determinazione del reddito secondo il criterio di cassa, in luogo del criterio di competenza.

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I contribuenti interessati quindi sono a norma dell'art. 66 del Tuir tutti coloro che non obbligati alla tenuta della contabilità ordinaria, determinano il reddito in relazione alle modalità previste dall’art. 66 del Tuir e, quindi, coloro che hanno conseguito nell’anno precedente a quello in cui si rende operativo lo specifico regime, un’entità di ricavi (ex art. 85 del Tuir) non superiore a:

  • € 400.000 ,00, per le imprese aventi per oggetto prestazione di servizi;
  • € 700.000,00, per le imprese esercenti altre attività;

a condizione che non risulti formalizzata l’opzione per la contabilità ordinaria.

Con decorrenza 1° gennaio 2017, ai fini della determinazione del reddito d'impresa assumono rilevanza i ricavi percepiti e le spese sostenute, secondo il cosiddetto “principio di cassa” e, quindi, in deroga al criterio di competenza sia per i ricavi e i proventi, sia per gli oneri e le spese.

E' opportuno puntualizzare che:

  • nel computo dell'imponibile si deve ritenere rientrante anche il valore normale dei beni destinati al consumo personale o familiare dell'imprenditore (art. 57 del Tuir);
  • non sono state modificate le regole di individuazione e di imputazione temporale di determinati componenti positivi e negativi quali, a titolo meramente indicativo: accantonamenti, ammortamenti, minus e plusvalenze, sopravvenienze attive e passive;
  • novità di non poco conto è nella determonazione del reddito il venir meno della rilevanza delle rimanenze iniziali e finali;
  • modificati anche i riferimenti ai commi dell'art. 109 del Tuir applicabili alle imprese minori e soppressi gli ultimi due periodi del comma 3 dell'art. 66, che consentivano, ai soggetti in contabilità semplificata di dedurre i costi, riguardanti contratti da cui derivavano corrispettivi periodici inerenti a spese di competenza di due periodi d'imposta e di entità non superiore a € 1.000,00 ,nell'anno o periodo d’imposta in cui ricevevano il documento probatorio, anziché alla data di maturazione dei corrispettivi.

A tal proposito si ritiene che il reddito del periodo d’imposta in cui è applicabile il principio di cassa è ridotto “dell’importo delle rimanenze finali … che hanno concorso a formare il reddito dell’esercizio precedente secondo il principio della competenza”.

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Al fine di evitare salti o duplicazioni di imposizione, nell’ipotesi di passaggio dalle regole specifiche per le imprese minori - ai sensi dell’art. 66 Tuir - a un periodo di imposta soggetto a regime ordinario, e viceversa, i ricavi, i compensi e le spese che hanno già concorso alla formazione del reddito, in base alle regole del regime di determinazione del reddito d’impresa adottato, non assumono rilevanza nella determinazione del reddito degli anni o periodi d’imposta successivi.

Le nuove regole per le imprese minori esplicano effetti anche per la disciplina di determinazione della base imponibile IRAP (di cui all'art. 5-bis del D.Lgs. 446/1997), stabilendo che anche la base imponibile Irap deve essere individuata secondo il criterio di cassa.

Inoltre, la legge di bilancio 2017 ha anche interamente riscritto l'art. 18 del D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600, per allineare gli obblighi contabili alle predette modalità di applicazione del “principio di cassa” introdotte nell'art. 66 del Tuir.

Ne deriva, di conseguenza, che i soggetti esonerati dall'obbligo di tenuta delle scritture contabili devono procedere ad annotare cronologicamente:

  • in un apposito registro degli incassi, rilevando per ciascuna operazione di riferimento effettuata:
  • il relativo importo;
  • le generalità, l'indirizzo e il comune di residenza anagrafica del soggetto che effettua il pagamento;
  • gli estremi della fattura o altro documento emesso;
  • in un altro registro dedicato ai pagamenti, contabilizzando, con riferimento alla data di pagamento, le spese sostenute nell'esercizio, specificando, per ciascuna spesa:
  • le generalità del soggetto che ha eseguito il pagamento;
  • gli estremi della fattura o di altro documento emesso;

mentre i componenti positivi e negativi di reddito diversi da quelli predetti, devono essere annotati nei registri obbligatori entro il termine di presentazione della dichiarazione dei redditi.

I registri tenuti ai fini Iva, in ogni caso, possono validamente sostituire quelli di annotazione dei ricavi e delle spese (registri degli incassi e dei pagamenti) se vengono annotate in modo separato le operazioni non soggette ad Iva, nel qual caso, in luogo delle singole annotazioni inerenti ad incassi e pagamenti, nel caso in cui l'incasso o il pagamento non sia avvenuto nell'anno di registrazione, deve risultare annotato l'importo complessivo degli incassi non realizzati e i pagamenti non effettuati, con indicazione delle fatture cui si riferiscono. In tal caso, i ricavi percepiti e i costi sostenuti devono essere annotati separatamente nei registri, nel periodo d'imposta in cui vengono incassati o pagati indicando il documento contabile già registrato ai fini Iva.

Attraverso il modulo di contatto è possibile richiedere consulenza. Un team di professionisti valuterà il quesito e formulerà un preventivo di massima e le modalità di espletamento dell'incarico eventualmente ricevuto.

Il soggetto interessato o contribuente, previa opzione vincolante per almeno un triennio, ha la possibilità di tenere i registri Iva senza operare le annotazioni relative a incassi e pagamenti, fermo restando l'obbligo della separata annotazione delle operazioni non soggette ad Iva, nel qual caso si presume che la data di registrazione dei documenti coincida con quella in cui è intervenuto il relativo incasso o pagamento.