IRI. La nuova imposta sul reddito d'impresa 2017

Pubblicato il da L' inform@i.v.a.

Il nuovo articolo 55-bis del TUIR introduce nel nostro ordinamento l’ imposta sul reddito d’impresa – IRI, che dal 1° gennaio 2017 potrà trovare applicazione, con aliquota proporzionale del 24%, al reddito d’impresa degli imprenditori individuali (comprese le imprese familiari e le aziende coniugali) e delle società di persone.

Dal reddito d’impresa sono ammesse in deduzione le somme prelevate dall’imprenditore o dal socio, a carico dell’utile d’esercizio e delle riserve di utili, le quali, costituendo la remunerazione conseguita per l’attività esercitata nell’azienda, restano assoggettate ad Irpef in misura ordinaria.

La tassazione, per evitare fenomeni di doppia imposizione, non riguarda ovviamente i prelievi relativi a riserve di utili formatesi ante opzione e quindi già tassati ordinariamente per trasparenza.

Le perdite maturate nei periodi d’imposta di applicazione delle disposizioni relative all’IRI sono computate in diminuzione del reddito dei periodi d’imposta successivi per l’intero importo che trova capienza in essi. Nel caso di società in nome collettivo e in accomandata semplice tali perdite sono imputate a ciascun socio proporzionalmente alla sua quota di partecipazione agli utili.

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Come aderire al nuovo regime

Il nuovo regime troverà applicazione solo dietro opzione, che ha durata quinquennale.

E' rinnovabile e deve essere esercitata nella dichiarazione dei redditi, con effetto dal periodo d’imposta cui è riferita la dichiarazione stessa.

L’esercizio dell’opzione determina la inapplicabilità dell’articolo 5 del TUIR, che prevede la tassazione per trasparenza del reddito prodotto dall’impresa indipendentemente dalla sua percezione da parte dell’imprenditore, del collaboratore familiare o del socio.

L’opzione può essere esercitata anche dai soggetti di cui all’art. 116 del TUIR (le “piccole S.r.l.”); in questo caso gli utili di esercizio e le riserve di utili derivanti dalle partecipazioni nelle società che esercitano l’opzione si considerano equiparati ai prelevamenti di cui art. 55-bis, terzo comma, del TUIR e dovrebbero conseguentemente perdere la natura di redditi di capitali.

Aspetti previdenziali.

Il comma 548 dispone che, per i soggetti che optano per il regime dell’IRI, il contributo annuo dovuto alle gestioni dei contributi e delle prestazioni previdenziali degli artigiani e degli esercenti attività commerciali – titolari, coadiuvanti e coadiutori – è determinato senza tener conto delle nuove disposizioni in materia di IRI.

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