Come detrarre le spese veterinarie dalla dichiarazione dei redditi 2017

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L'art. 15, comma 1, lettera c-bis) del Tuir prevede una detrazione Irpef del 19% delle spese veterinarie sostenute nell'anno 2016 fino ad un importo massimo di € 387,34, per la parte che eccede la franchigia di € 129,11. 

A titolo di esempio su di una spesa pari ad € 600 è possibile detrarre solo € 49,06 frutto della differenza tra  (387,34 - 129,11) * 19/100 = 49,06 

Il limite di detraibilità è unico per tutte le spese veterinarie sostenute, indipendentemente dal numero di animali posseduti.

La possibilità di portare in detrazione tali spese nella propria dichiarazione dei redditi è limitata alle sole spese veterinarie sostenute per la cura di animali legalmente detenuti a scopo di compagnia o per la pratica sportiva, mentre non sono detraibili le spese per la cura di:

  • animali destinati:
  • all'allevamento;
  • alla riproduzione;
  • al consumo alimentare;
  • animali di qualunque specie allevati o detenuti:
  • nell'esercizio di attività commerciali o agricole;
  • per l’utilizzo in attività illecite.

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In concreto, le spese veterinarie ammesse alla detrazione riguardano:

  • le prestazioni professionali rese dal veterinario;
  • l'acquisto di medicinali veterinari prescritti dal veterinario, che, in generale, possono essere individuati in ogni sostanza (o associazione di sostanze):
  • presentata come avente proprietà curative e profilattiche delle malattie animali;
  • che può essere usata sull'animale o somministrata all'animale allo scopo di ripristinare, correggere o modificare funzioni fisiologiche mediante un'azione farmacologica, immunologica o metabolica e/o per stabilire una diagnosi medica;
  • le spese per analisi di laboratorio e interventi presso cliniche veterinarie.

In particolare, per quanto attiene agli obblighi in materia di certificazione delle spese sanitarie relative all'acquisto di medicinali, si ritiene che, con riferimento alla detraibilità delle spese sostenute per medicinali veterinari non è necessario conservare la prescrizione del medico veterinario, ma è sufficiente lo scontrino parlante.

In merito a quanto precisato, è opportuno puntualizzare che:

  • le spese inerenti all'acquisto di medicinali, anche veterinari, sono detraibili a condizione che risultino certificate da scontrino "parlante", nel qual caso lo stesso deve necessariamente riportare:
  • il codice fiscale del soggetto destinatario;
  • la natura e la quantità dei medicinali acquistati;

tenendo presente che, per quanto concerne la natura di farmaco, la medesima deve essere attestata dal codice di autorizzazione in commercio del farmaco stesso.

Ne deriva, di conseguenza, che se la struttura procede a emettere uno scontrino parlante per un bene che non può essere considerato “farmaco” tale spesa non può essere considerata detraibile, in quanto la detrazione compete esclusivamente per gli esborsi relativi ai farmaci veterinari.

Per le spese sostenute per l'acquisto di farmaci veterinari non è più necessaria la prescrizione medica, ma solamente lo scontrino parlante, come precedentemente chiarito.

Attraverso il modulo di contatto è possibile richiedere consulenza. Un team di professionisti valuterà il quesito e formulerà un preventivo di massima e le modalità di espletamento dell'incarico eventualmente ricevuto.

Inoltre, è anche opportuno precisare che non rileva il luogo dove sono stati acquistati detti medicinali, in quanto se i medesimi risultano certificati da “scontrino parlante” sono detraibili anche se venduti da strutture diverse dalle farmacie, purché a ciò autorizzate dal ministero della salute, come, a titolo di mero esempio, le vendite di farmaci generici nei supermercati);

  • le spese sostenute per i mangimi speciali per animali da compagnia prescritti dal veterinario, non sono detraibili poiché non possono essere considerati farmaci, ma prodotti appartenenti all'area alimentare.